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Represse con la violenza le manifestazioni in India pro Tibet

• pubblicato in: Buddismo, News dal mondo

L’India, Paese “Spirituale” per eccellenza, luogo di nascita del Buddha Shakyamuni, e Paese che ha ben accolto i profughi del Tibet, dopo l’invasione cinese (non a caso i più importanti Monasteri Tibetani, quali Gaden, sono stati ricostruiti in India), per non guastarsi i rapporti con la Cina, agisce in modo repressivo, picchiando i manifestanti, e trattandoli nel modo peggiore possibile. Un nostro attivista italiano, Toni Brandi, è stato arrestato e trattenuto per sei ore, sino al termine del passaggio della fiaccola olimpica. Ciò che leggo sui quotidiani ha davvero dell’incredibile, e dimostra come nel Mondo in cui viviamo gli interessi economici vadano al di là di ogni dignità e rispetto per i diritti umani. E come una potenza economica, come la Cina, possa davvero “dettare legge” anche al di fuori dei propri confini. Pur di non perdere l’alleato cinese, l’India agisce anche lei in modo repressivo verso una cultura che in passato ha accolto benevolmente, segnando, in tal senso, quella continuazione spirituale che da sempre lega il mondo induista a quello buddhista, l’India ed il Tibet.
Una dimostrazione, se ce ne fosse bisogno, del fatto che, oggi, il “soldo” ed il Mercato valgono più di qualsiasi considerazione umana. E come le persone, sostanzialmente, siano ridotte a semplici oggetti del Sistema, sacrificabili in nome del Dio Denaro.
Basta una minaccia della Cina di rompere buone relazioni diplomatiche, bloccando accordi e piani di sviluppo comune, per trasformare una Nazione amica del Buddhismo in un feroce oppositore al Buddhismo stesso.
In nome del Mercato qualsiasi sguardo equanime, qualsiasi considerazione del perché si compie un’azione, svanisce. E gli amici di un tempo, protetti e nutriti, divengono avversari da reprimere. Divengono pericoli da eliminare, pena la fine di un accordo con l’”Amico Cinese”.
“Parigi val bene una Messa”, si diceva in passato. Oggi, si potrebbe parafrasare in modo: “L’atlleato Cinese vale bene il calpestare i diritti umani di un gruppo di tibetani”. Che semplicemente sono “colpevoli” di chiedere diritti ed autonomia. Che semplicemente stanno chiedendo il diritto di essere trattati con la dignità che si confà ad un uomo.
Ma in nome del Mercato e degli interessi economici, purtroppo, qualsiasi riflessione umanitaria passa in secondo piano. In nome dei accordi ed alleanze economiche qualsiasi amico può essere represso, trattato come un criminale, come un terrorista (come lo stesso Toni Brandi ha dichiarato).
A causa di  interessi economici il Dalai Lama non viene ricevuto quando è venuto in Italia. A causa di interessi economici, nel Terzo Mondo, si consente la produzione di pesticidi molto tossici. E potremmo continuare l’elenco all’infinito.
Insomma: nel Socialismo Reale si faceva notare come le persone fossero esclusivamente da vedersi come ingranaggi prodotti del Sistema. Il concetto di “Popolo” era molto spesso un’idea astratta, molto lontano da quello che era il vero Popolo, con le sue esigenze (non è un caso che, laddove il diritto di sciopero era negato, il Popolo che scioperava era giudicato: “Nemico del Popolo”. Uno dei due Popoli non è quello vero, quindi!).
Nel Mondo Capitalista, invece, l’individuo è semplicemente un ingranaggio, una pedina del Sistema di Mercato. Il fulcro, qui, è il Mercato. In base al quale il valore delle cose è inesistente, e soggetto ad umore del momento (una cosa che vale 1000 euro può valerne 10.000 o 10 a seconda di una dichiarazione fatta da chicchessia: ed è il Sistema della Borsa). Ed in nome di questo può essere sacrificato..
Senza fermarsi a pensare. Ad esempio, a pensare che queste persone, che ora si reprimono, sono i “figli” di coloro che in passato erano stati accolti. E che, come ho potuto constatare quando, nell’estate 2006, ero in Tibet, l’India era vista come un miraggio da raggiungere (al Lama che ci accompagnava alcuni chiedevano come si fa a scappare in India).
L’India, terra della libertà e della tolleranza, diventa quindi terra carnefice e violenta. In nome del Mercato e del Dio Denaro. Mostrando tutti i pericoli di questo Sistema. Nel quale la libertà, palesemente negata nel Socialismo Reale, e qui invece concessa, rischia di divenire un’illusione.
Padre Alex Zanotelli diceva, già nel 2004, che il complesso militare e finanziario ha preso il potere (si riferiva agli Stati Uniti, ma credo che il discorso si possa estendere a tutto il Mondo, almeno a quello giudicato “Capitalista”). Diceva esplicitamente, che le persone vanno a votare ed eleggono i loro rappresentanti, ma sono altri che prendono le decisioni.
Me ne rendo davvero conto. E quanto accaduto in India ne è un esempio. In nome del Mercato e del Business, vengono repressi coloro che erano stati benevolmente accolti. Il complesso militare e finanziario è più importante di qualsiasi diritto umano. Ed oggi questo Sistema mostra, in modo sempre più vistoso, i suoi limiti ed i suoi pericoli. Divenendo sempre di più un Sistema che si allontana dalle persone e dai loro reali bisogni. E’ importante capire i limiti di questo Sistema, divenirne consapevoli. Prima che se ne possa, sempre più, conoscere il rovescio della medaglia.
Una ricchezza basata, di fatto, sul nulla, sull’inconsistenza, prima o poi svanisce. Lasciando il nulla dalla quale è giunta.
di Sergio Ragaini

Manifestazioni pro Tibet in Italia
I Monaci del Monastero di Gaden saranno anche ospiti della manifestazione: “Lo Spirito del Pianeta”, la quale, tutti gli anni, si ripropone di presentare Gruppi etnici e tribali da tutto il Mondo. La manifestazione, sempre interessante (anche per gli stand presenti nello spazio espositivo, che permettono davvero una “carrellata” tra prodotti di tutto il Mondo), si svolgerà a Chiuduno (Bg) dal 29 maggio all’8 Giugno 2008. Il sito della manifestazione è: www.lospiritodelpianeta.it .
Per informazioni sul Progetto Thangka potete andare alla pagina: www.jang-chub.it/eventi_bis.html (descrizione in formato html) oppure, per il documento scaricabile (formato Pdf): http://www.jang-chub.it/eventi_files/thangka.pdf.

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