Il cervello
• pubblicato in: MenteSecondo una divisione sommaria, il cervello può essere suddiviso in:
1. Emisfero sinistro (o cervello sinistro), sede della razionalità e delle attività che coinvolgono il linguaggio, la scrittura, il calcolo. Caratteristiche: è logico, analitico (comprende i dettagli), capace di astrazione, lineare (lavora in ordine sequenziale), temporale (si serve di passato, presente e futuro)e verbale (nel cervello sinistro vi è la sede del linguaggio).
2. Emisfero destro (o cervello destro), sede delle emozioni, dei sentimenti e delle attività creative. E’ analogico (non possiede il linguaggio, ma usa immagini e metafore), irrazionale, olistico (percepisce le strutture di assieme), ma anche sintetico (comprende l’insieme delle parti), concreto, spaziale (coglie le relazioni nello spazio), creativo, intuitivo, atemporale (è nel qui e ora, nel presente continuum).
3. Corpo calloso: lamina orizzontale di fibre nervose che connette i due cervelli.
4. Cervello limbico o primitivo (che comprende anche l’ippocampo, implicata nelle funzioni cognitive e mnemoniche, e l’amigdala), un sistema evolutosi per mediare funzioni viscerali e comportamenti affettivi, registra tutto ciò che ci accade, le attitudini, gli stimoli, i comportamenti, e gestisce tutti i programmi di comportamento, che ci permettono di camminare, parlare, agire in automatico.
4. Il tronco encefalico, il primo tratto della porzione assile encefalica, posto alla base del cervelletto. Controlla respirazione, battito e pressione sanguigna. Secondo alcuni studiosi, sarebbe la regione da cui si originano i comandi per modificare lo stato di coscienza e invertire la dominanza emisferica. Secondo Yogananda, quando si medita bisognerebbe portare l’attenzione su questo punto.
Le onde cerebrali
Le diverse attività cerebrali si dividono in quattro fasce di frequenza, misurabili con apparecchi elettronici e calcolati in ‘cicli al secondo’, o Hertz (Hz). che corrispondono a quattro diversi stati di coscienza.
* Onde beta: frequenza che varia da 14 a 30 Hz.
Appaiono nello stato di veglia, quando si utilizza l’emisfero sinistro: permettono di agire e reagire, di controllare la situazione e risolvere velocemente i problemi.
Sono alla base delle fondamentali attivita’ di sopravvivenza, di ordinamento, di selezione e valutazione degli stimoli provenienti dal mondo esterno.
* Onde alfa: frequenza da 8 a 14 Hz.
Sono connesse allo stato di rilassamento, di meditazione e di introspezione:
si può raggiungere questo stato anche ad occhi aperti,
quando si ascolta della musica o si è particolarmente calmi, concentrati su di sé.
* Onde theta: frequenza da 4 a 8 Hz.
Associate alla creatività, vengono prodotte in stato di meditazione profonda
e durante il sogno (fase Rem e sogno ad occhi aperti), quando usiamo l’immaginazione e la visualizzazione. Indicano anche una grande capacità intuitiva.
* Onde delta: frequenza da 0,5 a 4 Hz.
Associate a uno stato profondo di rilassamento psicofisico, sono proprie della
mente inconscia, del sonno senza sogni, dell’abbandono totale.
Vengono prodotte durante i processi inconsci di autogenerazione e di autoguarigione.
Cervello destro, emisfero dell’anima
(estratto dalla relazione di Manuela Pompas al convegno “L’era della Colomba”,
organizzato dall’associazione Viriditas all’Hotel Boscolo a Roma dal 28 al 30 novembre)
Il compito dell’uomo, su questa Terra, è quello di ricongiungersi con la sua Origine, la Fonte che l’ha creato: questo presuppone un lungo ciclo di rinascite, finché l’anima non diviene consapevole di sé e della Realtà Ultima e inizia un percorso di evoluzione, che comprende tutti i piani, da quello fisico, a quello emozionale, mentale, intuitivo e spirituale. Per raggiungere l’illuminazione, la pienezza del proprio essere, occorre attivare tutti i chakra, i centri energetici del corpo umano, ognuno dei quali è connesso con una ghiandola endocrina, un organo, una parte del corpo, ma anche con un’emozione, un’attitudine, un piano energetico ed uno evolutivo. Finché sono attivi solo i primi, l’individuo è influenzato dalle pulsioni più elementari e i suoi valori rimangono all’interno del materialismo: ecco che allora prevale la soddisfazione dei sensi fisici, l’egoismo, la prevaricazione, l’arroganza. Quando si attiva il centro del cuore, l’amore indiscriminato verso il prossimo, solo allora si inizia un percorso che ci sospinge verso ambiti più elevati, che ci fa desiderare di raggiungere la Luce, il Divino.
In termini occidentali, potremmo dire che l’evoluzione avviene
attivando l’emisfero cerebrale destro, che ha una visione olistica
della realtà, la interpreta nel suo insieme, ed è connesso con il rilassamento, l’immaginazione, l’intuizione, la creatività.
Esso funziona in modo diverso da quello destro ed elabora i processi informativi secondo modalità distinte. Il sinistro invece, più legato ai dettagli, è connesso con la logica e la razionalità, ci lega alle convenzioni, agli schemi prefissati, a modelli di pensiero e sistemi di credenze rigidi, per sintetizzare, a un’attività mentale talvolta arida e chiusa in se stessa, se non supportata dall’intuizione e da uno slancio verso una dimensione più alta, che trascende la logica terrena. Nel definire, esso pone limiti, A lungo gli scienziati hanno considerato “superiore” la dominanza dell’emisfero sinistro, che comprende il centro del linguaggio (centro di Broca), con tutte le attività annesse (e cioè la comprensione delle parole, la possibilità di leggere e scrivere, di unire le parole tra loro per creare delle frasi in costrutti logici): per queste sue funzioni veniva considerato lo strumento per costruire il mondo interno di riferimento, atto ad analizzare, comprendere, valutare la realtà e anche condividerla con gli altri, a differenza del destro, che è muto (non per tutti: il 15 % dei mancini “parla” con il destro e un altro 15 con entrambi gli emisferi).
Potremmo dire, poeticamente, che il cervello destro (che ha una polarità femminile) è collegato all’anima, al Cielo, mentre il sinistro (con polarità maschile) è collegato con il corpo e la Terra. Tuttavia è impensabile usare una sola parte del nostro essere: essi vanno utilizzati entrambi, in armonia e mutuo soccorso
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Il cervello: un apparecchio rice-trasmittente
Durante gli stati modificati di coscienza, nello stato di rilassamento,
di meditazione, di ipnosi e di sonno REM (sogno), le dominanze si invertono e si entra in un altro schema di realtà, più libero, più creativo, che interpreta la realtà secondo le regole del pensiero onirico. In questo stato il nostro essere diventa un vero e proprio apparecchio rice-trasmittente, collegato con l’universo intero.
Ecco che in alfa acquisiamo la consapevolezza di essere parte del Tutto, così come ce l’ha trasmesso la tradizione orientale ma anche la fisica quantistica: secondo Bohm, ogni molecola come ogni essere è simile a un ologramma che rispecchia il tutto, così come il tutto contiene in sé ogni sua parte. Karl Pribram aveva applicato questa legge al cervello umano, che racchiude in sé, come un ologramma, la Mente Universale.
Ora, se è vero che il cervello ha numerose zone “silenti”, che si attivano a mano a mano che l’essere fa esperienza (ad esempio quando il bambino impara il linguaggio o il calcolo, si risvegliano le zone cerebrali corrispondenti alla capacità logica, matematica), quando mettiamo in funzione l’emisfero destro non solo espandiamo la creatività e l’intuizione, ma sviluppiamo anche le capacità extrasensoriali, la telepatia e la chiaroveggenza, e ci liberiamo dai limiti che noi stessi ci siamo posti, per espandere la coscienza e ritrovare l’unità con il Tutto.
Per raggiungere questo traguardo basta iniziare a modificare lo stato di coscienza, con tecniche semplici, quali il rilassamento, la visualizzazione, la meditazione: quando siamo in questi stati automaticamente la dominanza cerebrale passa dal sinistro al destro e siamo in alfa, aperti, ricettivi, a contatto con il nostro Inner Self, la parte più profonda del nostro essere. Inoltre, poiché il cervello, sottoposto a impulsi visivi, sonori o elettrici, entra in risonanza, per entrare in alfa si può ascoltare della musica o dei suoni che abbiano la frequenza del rilassamento o della meditazione profonda.
Sensitività
La ricerca psichica
La parapsicologia è, per definizione, lo studio dei fenomeni “para”, cioè al di là, non contemplati dalla scienza o dalla psicologia, come la comunicazione extrasensoriale o quelli in cui la mente modifica la materia (per avere più informazioni storiche, vedi il sito: http://digilander.libero.it/cspbologna/csp-new1/speciali/Brunilde.htm).
Negli Stati Uniti questo campo è diventato materia di studio in alcune università, dove ai tempi della guerra fredda i sensitivi “diplomati” venivano addirittura ingaggiati dai servizi segreti, mentre da noi queste tematiche non sono mai state prese seriamente in considerazione dagli studiosi universitari.
Oggi stiamo assistendo a un cambiamento di direzione: infatti, se fino a decennio anno fa si affrontava il paranormale soprattutto dal punto di vista fenomenologico, valutando cioè i fenomeni sia statisticamente, in modo quantitativo, che qualitativo, ormai da tempo l’interesse si è spostato sullo sviluppo del potenziale mentale e sulla coscienza, un campo che coinvolge anche la neurologia e la fisica quantistica, oltre che il cervello e i relativi stati modificati di coscienza.
Inoltre, grazie alla sperimentazione fatta nelle Università americane, ci si è resi conto che tutti possano attivare le facoltà psichiche, che non sono un bagaglio esclusivo dei sensitivi, ma fanno parte del potenziale comune.
L’origine dei poteri mentali
Dal punto di vista fisico, le facoltà psichiche sembrano essere collegate all’emisfero cerebrale destro – responsabile del pensiero analogico, dell’intuizione e della creatività – il quale si attiva a mano a mano che si allenano queste capacità: l’esercizio mentale permette infatti al cervello (paragonabile a un sistema informatico) di inserire nuovi dati e di attivare nuovi programmi, che ampliano la nostra visuale.
Se invece analizziamo queste capacità dal punto di vista dei corpi sottili, esse sono connesse con il risveglio dei chakra, i centri di energia collegati, sul piano fisico alle ghiandole endocrine. Ma qual è il rapporto tra chakra e capacità psichiche?
Il secondo chakra (Svadhisthana), che regola la sessualità e le emozioni, è connesso con la capacità di entrare in simbiosi con chi ci sta di fronte e di sentire su di sè i problemi e le emozioni degli altri (tranfert fisico). Il chakra del plesso solare (Manipura), collegato con la volontà e la mente inferiore, permette la comunicazione telepatica. Le facoltà psichiche o extrasensoriali sono invece connesse con il terzo occhio (Ajna), che controlla il mondo del pensiero e dell’intuizione, mentre il chakra della sommità del capo (Sahasrara) è legato alla medianità e le esperienze mistiche.
I chakra non si risvegliano solo con l’esercizio, ma soprattutto attraverso la crescita interiore: a mano a mano che si procede sul cammino evolutivo, l’energia si purifica e si affina, permettendo esperienze sempre più profonde, facendo emergere i doni dell’anima. Quando invece queste facoltà si presentano fin dall’infanzia, significa che o sono state ereditate, o meglio sbocciate su un “terreno” familiare favorevole, o erano già state sviluppate in una vita passata.