Guarire con la luce
• pubblicato in: Medicina Olistica, SpiritualitàIn Italia e nel mondo si stanno moltiplicando (anche online) le “catene di luce”, gruppi di preghiera e di meditazione che si propongono di inviare pensieri di pace e d’amore al mondo intero. In cerchio, dopo essersi concentrati sul proprio essere spirituale, si visualizza un’onda di luce che esce dal proprio cuore e viene diretta su persone sofferenti, su politici che devono prendere decisioni importanti, su terre devastate dalla guerra o dai catclismi.
Ma c’è anche chi riesce ad ottenere dei risultati miracolosi affidandosi alla propria fede individuale, in un santo a cui si è devoti o nel divino. Ecco la testimonianza emblematica di Rosalinda Camarda, una giornalista palermitana che ha scoperto fin da piccola di avere doti di sensitività, spesso rifiutate.
“Qualche volta mi era già capitato di osservare che ero in grado di aiutare le persone a cui volevo bene con la mia vicinanza e la preghiera”, racconta. “Tuttavia l’episodio più eclatante si è verificato 20 anni fa, quando si è ammalato mio fratello a cui, dopo una brutta caduta, venne riscontrato un tumore al ginocchio, che richiedeva l’amputazione della gamba. Allora frequentavo l’università e non avevo un credo preciso: tuttavia, spinta dalla disperazione, quel giorno entrai a pregare in una chiesa. Quella notte sognai di essere stesa in un lettino accanto al letto di Marco, nella stanza d’ospedale dove era ricoverato (identica nei dettagli a quella che poi mi descrisse lui stesso): ad un tratto vidi due molossi alti e spaventosi, che ringhiavano mentre si avvicinavano a mio fratello per sbranarlo.
Senza pensarci due volte, mi sono coricata sopra di lui per difenderlo, affrontando i cani. “Dio mio”, ho pregato in sogno, con tutte le mie forze, “se ci sei, aiutami”. Subito i cani si allontanano, sparendo, e dalla porta entra una forma luminosa, che mi tocca un braccio: “Non ti preoccupare, Rosalinda”, mi dice “la tua fede ha spaccato le montagne: Marco è salvo”.
La mattina dopo ricevo la telefonata commossa e incredula di mia madre: “Marco è salvo, non gli amputano più la gamba”. I medici, di fronte a questa inspiegabile guarigione, non volevano credere ai loro occhi: tuttavia dovettero arrendersi all’evidenza delle radiografie”.
Libri
Ormai molti hanno imparato a rivolgersi al divino bypassando le confessioni religiose (siano esse cattoliche, protestanti, ebraiche o musulmane) Dopo un lungo periodo di materialismo, in cui ci si sentiva all’avanguardia proclamandosi atei, la gente sembra aver riscoperto il valore della fede, una fede profonda, per collegarsi direttamente con il divino.
Tra i libri di preghiera universale (come quelli, ancora richiestissimi, di Anthony De Mello), segnaliamo:
Maguy Lebrun “La preghiera che guarisce” (Macro ed.).
La famosa guaritrice francese ha scoperto le sue doti in seguito a un’inaspettata trance del marito Daniel, la cui medianità le ha permesso di venire iniziata alla sua strada sotto la guida delle entità spirituali che si sono via via presentate.
“Preghiere per guarire”, a cura di Maggie Oman (Armenia ed).
Il libro, che viene proposto come un’insieme di meditazioni o di “lettere del cuore” (il sottotitolo recita: “preghiere e meditazioni per trovare la salute del corpo e la salvezza dell’anima), si apre con una prefazione del Dalai Lama, che invita a coltivare un cuore gentile e a incoraggiare lo spirito “tramite una costante dimostrazione d’amore e di compassione”. Il libro è diviso per stagioni “per ristabilire un contatto con i cicli naturali, nella speranza di incoraggiare la guarigione delle ferite inferte alla nostra relazione collettiva con la terra”.
Larry Dossey “Il potere curativo della preghiera” (Red ed.)
Pur non essendo recente (la prima edizione è del ‘96), vale la pena di riscoprire questo manuale di altra medicina, scritto da un medico, che spiega tutte le tecniche per usare la preghiera per combattere e superare le malattie e conquistare la salute del corpo e dell’anima. Vi sarà suggerito chi, come, dove, quando pregare (persino nei sogni) e per chi.