Guarire con l’energia
• pubblicato in: Medicina OlisticaDi pranoterapia non se ne parla quasi più. Dopo il boom degli anni ’80, in cui sembrava addirittura che questa modalità terapeutica venisse riconosciuta per legge all’interno della medicina convenzionale (c’erano varie proposte di legge, appoggiate da parlamentari, al vaglio della Camera), i pranoterapeuti sembrano quasi essere spariti, per lasciare il posto ad altre discipline più o meno similari, come il Reiki, la Radiance Tecnique, il Pranic Healing. C’è da dire però che si sono molto consolidate le medicine olistiche e la naturopatia e forse le persone preferiscono rivolgersi a dei terapeuti riconosciuti, che danno più affidamento: c’ anche da dire che in alcuni casi questa categoria ha dimostrato di avere una limitata etica professionale. Inoltre sono in aumento le persone che stanno imparando ad autoregolarsi, a trovare il proprio equilibrio psicofisico e una maggiore consapevolezza attraverso il rilassamento, la meditazione, l’armonizzazione dei chakra, lo sviluppo delle proprie potenzialità.
Tuttavia non possiamo dimenticare i meriti di questa disciplina naturale, semplice, non invasiva, non tossica, che permette di ristabilire l’equilibrio energetico utilizzando “semplicemente” l’energia, individuale o universale che sia (ma è tutta universale! L’energia è una, bisogna vedere come viene incanalata e trasmessa)
FISICI, PSICHICI E SPIRITUALI. Credo che l’energia dei guaritori abbia diverse frequenze: infatti alcuni hanno un grande potere rilassante e calmano il sistema nervoso e la psiche, altri arrivano addirittura a cicatrizzare le ferite e a disintegrare corpi estranei (come verruche, fibromi, polipi).
Come insegnava il buon Racanelli esistono guaritori fisici, che agiscono solo sull’organismo (c’è perfino chi è in grado di raddrizzare una spina dorsale), poi ci sono i guaritori psichici, che interagiscono con il sistema nervoso ed emozionale, ed infine (pochissimi) i guaritori spirituali, che arrivano sui piani più sottili, riattivando la coscienza. Nell’età matura Francesco Racanelli ospitava nella sua comunità di Firenze persone infelici, depresse, ferite dalla vita, e spesso riusciva a rimetterle in sesto, a ridare loro la carica per affrontare serenamente la vita. Nel suo studio aveva preparato un piccolo locale “caricato” con il suo prana: lì le persone si stendevano come per riposare e si riempivano della sua energia, tanto che, ad occhi chiusi si percepiva la stanza piena di luce. E quella luce, quell’energia era come un seme gettato nella terra che nel tempo metteva le radici e agiva sul profondo, risvegliando la coscienza. Ma per far questo non basta usare le mani: il guaritore stesso deve fare un percorso evolutivo, di risveglio interiore.
PRANOTERAPIA. In pratica, il pranoterapeuta (o bioterapeuta, come alcuni si fanno chiamare, per riferirsi a un sistema occidentale) è uno strumento, un canale che permette all’energia di fluire nuovamente nel corpo là dove era bloccata (sappiamo dall’agopuntura che questo avviene dove ci sono patologie o disarmonie in un organo, che si riflettono sul sistema dei meridiani). Noi siamo un sistema perfetto, che viene usurato o rovinato dal tempo, ma soprattutto dalle cattive abitudini e dalle emozioni negative: e i danni che verifichiamo nel corpo si registrano ancor prima sul piano energetico, psichico, mentale e spirituale. Ecco che l’energia ristabilizza l’armonia, favorendo la guarigione, a volte perfino eclatante, come nei casi di malattie terminali o genetiche.
Ciascuno di noi potrebbe imparare ad attivare questa capacità. Ogni uomo possiede il prana, che è l’energia vitale, senza la quale non potremmo vivere. Per riversarla all’esterno, occorre imporre le mani, diventando consapevoli di essere dei vasi comunicanti. Un esercizio elementare che si utilizzava quando non esistevano le macchine di controllo (come la amata/vituperata Kirlian) era quello di preparare due piatti identici di semi (fagioli, piselli, lenticchie), posti sulla bambagia da tenere regolarmente inumidita, posti in una condizione ambientale identica (oppure si prendono due piantine identiche). Però l’imposizione delle mani viene eseguita solo su un piatto, che viene trattato con amore. L’altro viene solo bagnato: per rendere più forte l’esercizio, si può anche comunicargli mentalmente il proprio disprezzo o rifiuto. Il risultato? Se avete un minimo di energia, vedrete crescere la prima pianta velocemente e rigogliosamente, mentre la seconda, se proprio non rinsecchirà, sarà più piccola e sofferente.
Alcune persone sono vere e proprie pile viventi, che emanano naturalmente l’energia, proprio come un magnete: a loro basta avvicinarsi a una persona per ricaricarla. Ricordo un guaritore genovese, Gino Dellacasa, che caricava e scaricava le pile anche con la volontà. Però generalmente si utilizzano delle tecniche per rafforzare il prana: ad esempio si può visualizzare una luce che scende dall’alto, entra nel corpo per poi fluire attraverso i palmi ed entrare nel corpo della persona (ma anche della pianta o dell’animale) che si sta trattando.
LE SCUOLE
In Italia esistono alcune scuole di (bio) pranoterapia. Il loro merito è di dare delle informazioni cliniche, legale, etiche per impostare questa professione, che viene riconosciuta legalmente, in quanto
Ecco gli indirizzi:
Milano.
AIFEP, via Regina Margherita tel. 02. 55185885 Sito web.
Ami University
ANPSI, via Correggio 75, tel. 02.48005410 – sito: www.anpsi.it
Viareggio. Homo Sapiens, presidente Stefano Stefanini, via Volta 77, tel. 0584. Sito: www.asshomosapiens.org
Corsi professionali prano shiatzu, massaggio e chiropratica
Roma.
Bari. Nicola Cutolo