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Carlos Santana, “Supernatural”

• pubblicato in: Musica

In un mondo dove spesso chi dovrebbe indicare un cammino religioso fa politica, chi dovrebbe insegnare valori morali, etici, filosofici, diventa un sepolcro imbiancato senz’anima, accade che un artista trasmetta attraverso la sua musica e le sue esternazioni un senso di sentimento religioso. Carlos Santana, autore del gettonatisimo Supernatural (15 milioni di copie solo negli Stati Uniti), viene indicato da qualcuno addirittura come un nuovo santo.

“Poiché la musica scende più in profondità del bisturi”, ha dichiarato l’artista in un’intervista pubblicata da www.innernet.it “sento che per noi è importante meditare e connetterci all’origine del nostro dono: la guida divina. Ci fa piacere l’entusiasmo del pubblico, perché la musica è molto emozionante, ma chiediamo agli angeli di proteggerci”.

E ancora: “Non sento il bisogno di guru, swami o maestri. Penso che se vuoi andare alla Sorgente a ascoltare le tue istruzioni, devi semplicemente entrare dentro di te. I maestri autentici sono la Madre e il Padre supremi di tutti. Se non sei lo capisci, parla con gli angeli, che occupano una posizione intermedia e sono pronti ad accompagnarti”.

Così da alcuni anni prima di entrare sul palco Santana medita visualizzando gli angeli, per poi iniziare il suo show con una dichiarazione piuttosto forte: “È una grande gioia essere insieme a voi. Vogliamo che sappiate che, in questo stesso momento, Michele, Raffaele e Gabriele sono presenti. Vi consigliamo di invitarli nella vostra vita, affinché vi conducano fino a Dio, alla Pace, la Luce , l’Amore e la Gioia. Per far questo, usate le vostre ali, che sono l’intuizione e l’ispirazione”.

La passione per gli Angeli. “Stiamo entrando in un’era di splendore”, dice ancora l’artista messicano. “Lo splendore può essere interiorizzato solo quando le persone si risvegliano alla propria assolutezza, a tutto ciò che sono”.

Questa passione per gli angeli, alimentata da sua madre, prese consistenza nell’88 mentre stava realizzando un album con Alice Coltrane, il cui dono, dichiarò, veniva direttamente da Dio. “In quei giorni trovai un libro che spiegava la gerarchia del Dio supremo in modo per me comprensibile.

Per dare corpo a ciò che leggevo visualizzai uno splendido lampadario, le cui lampadine più fulgide rappresentavano Allah, Cristo, Buddha e Krishna; i cristalli appesi di dimensioni minori, che ne catturavano la luce e diffondevano il riflesso, simboleggiavano gli angeli“.

Così, Santana dice di utilizzare nella composizione della sua musica delle tonalità spirituali: “Il punto è cosa stai pensando mentre suoni la canzone; il divino arriva attraverso di ciò. E’ per questo che la mia musica risveglia la spiritualità, facendo a entrare chi mi ascolta nella quinta dimensione, quella della fede e della gioia ”.

Santana assume toni profetici, sfatando le profezie dei Maya, dell’Apocalisse, di Nostradamus sulla fine del mondo. “Se siamo felici, la Terra non trema. Se risvegliamo lo spirito possiamo sfatare le previsioni apocalittiche. Il corso della storia può essere cambiato per mezzo del Suono e del Colore, elementi che hanno un effetto immediato sul cuore”.

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