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Avatar

• pubblicato in: Cinema, Rubriche

Regia: James Cameron
Sceneggiatura: James Cameron
Attori: Sam Worthington, Zoe Saldana, Sigourney Weaver, Giovanni Ribisi, Michelle Rodriguez, Joel David Moore, Stephen Lang
Produzione USA 2009
Durata 166 minuti
Genere Fantascienza
(Per informazioni approfondite sul film consultare Wikipedia)

Secondo la religione indiana, “Avatar”, indica l’incarnazione divina, la forma fisica attraverso cui un dio si rende visibile all’uomo. James Cameron, invece, ha voluto far propria l’accezione moderna quale alter ego virtuale, fittizia rappresentazione della propria identità.
Un nuovo pianeta è stato scoperto dall’uomo, Pandora, e con lui la sua ricchezza apparente, l’Unobtanium, ennesimo minerale la cui rarità ne rende altamente quotato il valore sulla Terra. Nella ricerca di uno strumentale contatto pacifico con la popolazione indigena, i Na’vi, che ha per fine in realtà lo sfruttamento della sua ricchezza, un’entità corporea è stata creata in laboratorio, frutto della commistione di DNA umano ed alieno, un avatar, corpo fisico grazie al quale ogni uomo può sopravvivere su Pandora tramite un collegamento neuropsichico. Col proprio avatar un ex marine, Jake Sully, si accosterà a Neytiri e alla cultura della sua gente, imparerà il legame inscindibile che fonde i Na’vi con la loro terra e con ogni forma di vita che ad essa appartiene.
Ad uno sguardo più capillare potrebbe apparire il ripetersi di storie già raccontate, di stereotipi a noi familiari, da “Apocalypse now” a “Pocahontas”, da “Cuore di tenebra” di Conrad a “L’isola” perfetta di Huxley, in Pala come in Pandora si è di fronte ad una realtà ideale data da una completa fusione di esseri e natura.
Encomiabili sono gli effetti speciali, di cui è possibile una completa fruizione grazie agli occhiali 3D, soprattutto quando il fine sembra risiedere nel sostenere il cammino volto a costruire l’empatia con il probabile diverso, attraverso la percettibile produzione di ogni fantastica utopia.
Sicuramente e soprattutto per le nuove generazioni il film può costituire lo stimolo di un’analisi circa il senso civico che tanto oggi manca, sulla pace intesa in maniera onnicomprensiva, dal microcosmo della propria sfera vitale, al macrocosmo della natura in cui siamo inglobati, sulla visione arcaica panteista per cui Dio è ovunque, ci compone e circonda, o su quella moderna di Zoroastro. L’Uomo è, di nuovo, sul banco d’accusa e con lui il modello di pensiero, dove il “progresso”, come speculazione economica, è posto al di sopra di ogni sacrificio, terrestre e non.
Alla fine è grazie alla parte aliena che ci compone e supera rappresentandoci in questo mondo altro, che Jake distaccandosi da tale prospettiva riscopre la genuina percezione dell’ambiente in cui si ritrova a vivere e che a sua volta vive di vita propria. È in tal modo che apprenderà il giusto equilibrio che connette ogni esistenza, visibile o meno che sia, afferrando il rispetto per ciò che esiste pur non essendo spiegabile, dell’energia che tutto accomuna, dal Big Bang ad oggi, la cui armonia andrebbe perseguita nel mondo conosciuto, così come in quello di cui a breve dovremo ambire la sussistenza.
Alessia Marcoudopulos

Una straordinaria e avvincente fiaba moderna, dove si ritrovano tutti gli archetipi dei miti: il protagonista incarna l’eroe coraggioso, che mandato per distruggere sceglie di combattere per il Bene, stando dalla parte degli alieni. Questo dopo un addestramento che ricorda i percorsi iniziatici, guidato da una nativa di Pandora, moderna Beatrice, che gli insegna non solo a correre sull’orlo degli abissi e a cavalcare i draghi, ma soprattutto a rispettare la Natura e la Da Madre, che unisce tutti gli esseri viventi. Tutto è uno, lo stiamo imparando dalla fisica quantistica e dalle antiche filosofie. ”Io ti sento”, è il saluto dei Na’vi, che ricorda l’indiano Namaste, riconosco il Dio che c’è in te, sono unito in te e ti riconosco come parte di una stessa Realtà. A parte le scene del combattimento tra gli “alieni” terrestri e i nativi (che richiamano in chiave moderna il massacro di altri nativi, i popoli pellerossa), questo film ha secondo me una grande presa a livello profondo, ci ricorda che siamo tutti figli di Madre Terra, Geo, un essere vivente che dobbiamo rispettare; siamo tutti collegati tra noi, in rete, come le radici degli alberi, e possiamo imparare a comunicare a livello dell’anima, e anche volare, con la fantasia, o meglio con il nostro doppio, nell’astrale, dove vivono angeli, draghi addomesticabili, esseri di luce. E’ un film che ci invita a risvegliarci dal sonno profondo in cui siamo caduti, a ritrovare le nostre radici, che non sono certo legate al progresso tecnologico o al benessere economico, che sono strumenti e non obiettivi. Un film per adulti che ci riporta nella dimensione dell’anima, nell’amore universale, nell’unità.
Manuela Pompas

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